mercoledì 3 gennaio 2018

IL BICCHIERE.



Il recupero della Torre mozza è ora reale e non c'è motivo alcuno per non rallegrarsi dell'obiettivo conseguito.

Benché critici verso il Palazzo dimostreremmo assenza di buon senso se non riconoscessimo che per il turismo locale la Torre sarà un valore culturale; diamo merito a quanti si sono spesi per il raggiungimento di questo risultato.

E se non manifestassimo pubblicamente questo sentimento, perderemmo una favorevole occasione: -per testimoniare che “l'altro” non è avversario, da demonizzare sempre e comunque, né tanto meno nemico, ma semplicemente soggetto portatore di idee, alcune buone e altre meno e
-per ricordare che (come da altri autorevolmente sostenuto) le critiche, anche se non gradite, sono “il sale” della democrazia.

Non abbiamo preso parte comunque all'inaugurazione della Torre perché del bicchiere costituisce la superficie esterna legata unicamente all'immagine; per nostra innata propensione prestiamo interesse e attenzione “a come e di cosa” verrà riempito l' interno del bicchiere.

Parlando “di contenuti del bicchiere” e “di sale della democrazia” torna utile evidenziare che:

1. avevamo accolto in modo positivo l'istituzione dell'ufficio decentrato del servizio di stato civile in Rocca per la celebrazione dei matrimoni (delibera GC n° 55 del 7 giugno 2016) , ma se, come recentemente accaduto, per l'assenza di stanze disponibili nel palazzo di città diventasse prassi per celebrare i matrimoni comunque nella sede decentrata, quel giudizio va riveduto o meglio valutato.

2. il rifacimento quasi generalizzato dei marciapiedi della città manifesta una ventata di buona amministrazione, ma mette -ancora di più- in evidenzia l'impotenza o l'esistenza di un vincolo, che impedisce alla Giunta di dare attuazione alla sua prima decisione in materia, riguardante la costruzione di un marciapiede in via Pasubio (delibera n° 184 del 10 dicembre 2013).

3. l'assunzione delibera CC n° 2 del 22 febbraio scorso con la quale si recepiva il nuovo indirizzo legislativo in regime di accesso più ampio agli atti aveva data l'impressione che la trasparenza amministrativa si fosse maggiormente rafforzata nel Palazzo; purtroppo abbiamo direttamente appurato che così non è.
La nostra richiesta di ottenere copia delle dimissioni dell'ex assessore dott. Matteo Polo Friz avanzata tramite pec in data 26 settembre, rimane ancora inevasa nonostante il sollecito fatto in data 10 ottobre.

Che “gatta ci cova”, se fino ad oggi non si è neppure proceduto alla di Lui sostituzione a poco meno dii due mesi dalle rassegnate dimissioni ?


* già postato in aronanelweb

Che tristezza !




La pubblicazione all'albo pretorio della delibera del CC n° 54 del 2 ottobre avente per oggetto:
LEGGE N. 106/2011 “PRIME DISPOSIZIONI URGENTI PER L’ECONOMIA” – RICHIESTA DI
AUTORIZZAZIONE AL RILASCIO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE IN DEROGA RICHIESTO DA “LIDL ITALIA S.R.L.” PER INTERVENTO IN VIA VITTORIO VENETO ANGOLO VIA MONTE ZEDA DI PROPRIETA’ DELLA SOCIETA’ “FINBRICO S.R.L.” consente di svolgere altre ulteriori considerazioni che in precedenza non avevamo potuto fare, non avendo conoscenza del testo della proposta all'esame ed approvazione del Consiglio comunale.

A lettura avvenuta, confermiamo quanto già scritto prima sull'argomento sotto il titolo “La frittata” che, sul punto, non era in contrasto con la depositata proposta di non accogliere la richiesta della società “LDL Italia srl e della “Finbrico srl perché non rispondente alle finalità della legge n° 106/2011 e perché avrebbe compromesso “l'attuazione del piano particolareggiato vigente”.

Aldilà dall'aver fatto inserire nell'odg del Consiglio comunale un argomento (già etichettato come non accoglibile), ci chiediamo ora cosa abbia spinto il Sindaco a dichiarare -nel corso della discussione- che l'area verrà acquistata dal Comune.

Perché mai all'improvviso è emerso un interesse per quell'area, che il Comune riavrà con l'attuazione del Piano Particolareggiato vigente?

Per quale ragione un tale interesse non fu manifestato allorché - sotto elezioni- la Finbrico non rinnovò più il comodato d'uso dell'area, che il Comune da anni deteneva in possesso e benché questa decisione evidenziasse un grave pregiudizio per le uscite di sicurezza dell'attiguo complesso scolastico?

Non cogliamo al momento il senso e la logica sottesi in questo annuncio.

Se avevamo definito “frittata” l'inserimento dell'argomento in questione nell'odg del Consiglio comunale del 2 ottobre, la manifestata intenzione d'acquisto dell'area nel corso del dibattito consiliare ci spinge a pensare ora, addirittura, ad uno “pastrocchio”.

Che tristezza !

A procurarci una tale sofferenza è il voto compatto (sic!) espresso sul punto dalla maggioranza consiliare, che peraltro -a distanza di qualche giorno- segue quella causata dalla soppressione di due stalli di sosta in via Paleocapa avanti alla cartoleria Preti, che il Comune non ha neppure motivato in un atto pubblico.

* già postato in aronanelweb

Sponsorizzazione e Trasparenza.



Sapere che altri cittadini, soprattutto se giovani, siano attenti a quanto accade sul territorio è fatto incoraggiante e motivo di per sé gratificante per continuare nell'impegno sociale in difesa della giustizia e della verità.

Ci riferiamo alle considerazioni emerse nei giorni scorsi, ma subito dopo rimosse, su un sito locale in merito alla soppressione di due posteggi davanti alla cartoleria Preti “storico esercizio commerciale locale” in via Paleocapa.

A prescindere dal pregiudizio dannoso procurato agli esercizi della via, che potrebbero rivendicarlo giudiziariamente, notorio è quanta sia elevata la domanda di sosta in quella parte di città, ove peraltro a poca distanza ci sono le Poste e alcune banche.

Abbiamo provato attraverso la consultazione degli atti in pubblicazione a conoscere le ragioni di questa scelta apparentemente insensata, ma non abbiamo trovato alcun provvedimento; eppure -a nostro giudizio- sarebbe stato quanto mai necessario farne conoscere ai cittadini il motivo, dal momento che è stata modificata “in peggio” per la collettività una situazione di mobilità automobilistica da tempo consolidata.

Il silenzio del Palazzo sul punto è grave, non è giustificabile e procura indirettamente pregiudizio anche all'immagine di altri soggetti.

Ad ogni buon conto, con volo pindarico, riteniamo utile evidenziare che il risultato delle sponsorizzazioni (sostantivo molto spesso usato nelle comunicazioni del Palazzo) si concretizza nella realizzazione di un'economia di bilancio totale o parziale, rispetto alla previsione di spesa -in relazione alla totale o parziale acquisizione del previsto risultato da parte dello sponsor - senza oneri per l'ente ( art. 2 comma primo, secondo periodo, del regolamento sulle sponsorizzazioni).

La vicenda sopra evidenziata offre lo spunto per richiamare l'attenzione -di chi ha orecchie per intendere- che per “ente” in senso lato si intende anche la “collettività”.

Cogliamo l'occasione per evidenziare che per l'Arco di Palmira, a differenza di quanto avvenuto per Aronairshow, non si conosce ancora il costo complessivo dell'evento e l'entità delle singole sponsorizzazioni.

I cittadini hanno il diritto di sapere chi siano stati i “benefattori” del Comune nella realizzazione di quell'iniziativa per aver modo, se del caso, di valutare singolarmente e discrezionalmente il successivo operato di chi l'amministra.

La trasparenza nella Pubblica Amministrazione, ci piace ricordarlo, non è un optional ma un diritto – dovere.

* già postato in aronanelweb

La frittata.



La frittata politica ed amministrativa è stata fatta ed anche servita; alludiamo -in senso metaforico- ai due argomenti in materia urbanistica inseriti nell'odg del convocato Consiglio comunale di lunedì 2 ottobre pv.

Di questa -benché distanti dal locale cucina del Palazzo- cogliamo ugualmente l'odore sgradevole delle stoltezze con cui è stata preparata e servita dagli improvvisati cuochi della Lega Nord.

Prima stoltezza: mancanza di coerenza e di correttezza istituzionale.

Dopo mesi di incontri e confronti dell'Assessore all'urbanistica, oggi dimissionario, congiuntamente al Sindaco con tecnici e fiduciari dei soggetti economici che compaiono nello oggetto dei due argomenti sopra menzionati, il Consiglio Comunale ha approvato nella seduta del 18 ottobre 2011 l'atto n° 161 rendendo in tal modo operativo il Piano Particolareggiato Br 18 finalizzato soprattutto a riportare nella disponibilità del Comune l'area dell'ex campo sportivo di via Monte Zeda.

Il piano è ancora oggi valido, pur se resta in attesa di attuazione.

Con le due proposte odierne la evidenziata delibera verrebbe -di fatto- disattesa, senza aver anzitempo fatto conoscere ai cittadini le eventuali difficoltà sopraggiunte e senza aver proceduto conseguentemente alla revoca dello stesso piano.

Coerenza e correttezza avrebbero dovuto suggerire un comportamento maggiormente istituzionale nel difendere, in primo luogo, quella decisione alla cui formazione hanno preso parte consiglieri, che non rivestono più la qualifica, e nel riesaminare pubblicamente i limiti dell'allora proprio operato.

Seconda e terza stoltezza: spregiudicatezza e assenza di garbo istituzionale.

Sottoporre all'esame e all'approvazione dell'assemblea consiliare i due menzionati argomenti con l'assessore, che li ha studiati, approfonditi e proposti, dimissionario è un modo di operare -a dir poco- spregiudicato e privo di un pur minimo riguardo verso chi prossimamente sarà delegato a dare continuità a quell'operato.

Questi dovrà portare il peso della responsabilità dell'adottata decisione senza essere stato messo in condizione di assumerselo consapevolmente.

Rinviarne la trattazione dopo l'avvenuta nomina del nuovo assessore all'urbanistica non avrebbe comportato, sul piano pratico, alcunché di negativo verso la comunità e verso gli stessi proprietari delle due aree in questione.

Dal rinvio avrebbe tratto beneficio soprattutto ed unicamente la trasparenza operativa; ma questa assume valore solamente quando riguarda il comportamento degli altri e non quello proprio.

Quarta stoltezza: egocentrismo incontenibile

Il Sindaco
prima, temendo ripercussioni negative per le sue manifestate aspirazioni parlamentari, resiste alle proposte urbanistiche presentate dall'assessore collaboratore, che indispettito sbatte la porta, dimettendosi;
successivamente, dopo aver preso tempo con la manifestata pubblicamente intenzione di rivedere il carico delle deleghe del dimissionario e immaginando forse di poter ugualmente limitare i temuti danni, avalla le proposte urbanistiche pur di liberarsi di uno scomodo collaboratore.

Ancora pur essendo passati alcuni anni non si è spenta l'eco della nomina ad assessore del fratello nella rapida sostituzione di altro assessore critico nei suoi riguardi.

Lo scontro -questa volta- tutto interno alla Lega Nord non è fatto assolutamente di poco conto, sotto il profilo politico locale.

* postato in aronanelweb

E se...

Sono trascorsi quasi 20 giorni da quando (durante l'incontro della Maraini con LETTA in piazza San Graziano) è iniziata a circolare la voce delle dimissioni dell'assessore Matteo Polo Friz; e nessuna notizia in merito alla sua sostituzione è stata diramata ancora dal Palazzo, fatto salvo che il suo nome non compare più nel frontespizio delle delibere adottate già nella seduta del 12 settembre e risulta anche assente nella delibera n° 94 del 5 settembre che pure riguarda la viabilità, materia a lui delegata.

Dalla stampa locale, che ne ha dato notizia nelle settimane scorse, abbiamo appreso l'intenzione del Sindaco di ricontattare il dimissionario per alleggerirgli il carico delle deleghe, dal momento che all'origine della decisione vi era un sovra carico di lavoro tra quello istituzionale e quello aziendale svolto all'estero.

Anche se l'eventuale avvicendamento o redistribuzione delle deleghe non cambia il quadro politico locale, le dimissioni del dr. Polo Friz assumono comunque rilevanza pubblica perché il motivo vero potrebbe risalire ad una differente visione urbanistica fra delegato e delegante in relazione alla destinazione urbanistica dell'area dell'ex campo sportivo di via monte Zeda, ancora di proprietà privata.

E' corsa infatti voce nei mesi scorsi di un possibile trasferimento in quest'area di un supermercato già presente in territorio aronese; e se fosse questo il pomo della discordia!!!

Aspettiamo comunque di vedere convocato prossimamente il Consiglio comunale e tutto sarà chiaro perché, in quella sede, il Sindaco dovrà pur fare una comunicazione istituzionale riguardo alle dimissioni.

* già postato in aronanelweb

L'incubo.



Appena dopo il mortale incidente di via Gen. Chinotto di fine agosto, il Sindaco si premurò a segnalare pubblicamente che l'incarico per uno studio di fattibilità tecnica del nodo viario tra via Chinotto – via 2 giugno e via Bixio era stato già affidato, dando in tal modo l'impressione di volersi -quasi inconsciamente- liberare dallo spettro di un incubo per un coinvolgimento -pur indiretto- nella responsabilità di quel gravissimo incidente stradale, o di allontanarlo almeno in parte con il coinvolgimento anche del professionista incaricato.

Abituati -ormai da anni- a verificare le notizie che provengono dal Palazzo, abbiamo accertato che il 31 gennaio scorso con Determina Dirigenziale n° 27/2017 era stato affidato l'incarico in questione e che l'esigibilità della sua obbligazione giuridica era stata fissata a far tempo dal 31 dicembre prossimo.

Il lettore -come noi- starà pensando che 11 mesi per una progettazione di massima era un tempo fin troppo eccessivo e che conseguentemente per la realizzazione dell'opera il tempo restava indeterminabile.

Avendo l'Amministrazione -per altre attività- dato prova di dinamismo ed efficientismo è dunque logica conseguenza dedurne:
- che per la Stessa il nodo viario in questione non presentava il carattere dell'urgenza e dell'indifferibilità e
- che l'affidamento di quell'incarico mirava verosimilmente a non prestare il fianco ad alimentazioni di critiche non gradite.

Queste deduzioni traggono fondatezza nel rinvenuto verbale di deliberazione del Consiglio comunale, per il tramite del sito istituzionale, n° 14 del 19 aprile 2016.

Leggendone il testo è stato facile ricordare che su quel tratto di strada qualche tempo prima era avvenuto un 'altro grave incidente, in relazione al quale cittadini della zona avevano già chiesto la realizzazione di una rotatoria.

Va da sé che l'Amministrazione avrebbe dovuto già per questo solo fatto prestare particolare attenzione nel fissare i tempi di esigibilità della prestazione professionale richiesta.

Se poi, come emerge dall'allegato 2 della richiamata deliberazione, il Sindaco aveva mostrato di conoscere bene la zona: c'è una scuola. C'è la “Anna Frank”, c'è l'uscita dei ragazzi.....Perchè loro lì, tra l'altro, vanno a piedi, dalla “Anna Frank” vanno a piedi in palestra e quindi devono attraversare via Gen. Chinotto , via Nino Bixio, quell'ampio spazio temporale per l'esigibilità dello studio di fattibilità assume notevole rilevanza e rende a posteriori comprensibile la solerzia del Sindaco nel comunicare l'avvenuto affidamento dell'incarico professionale.

Ed evidenziamo pubblicamente che sarebbe bene conoscere se, in occasione dell'apertura del nuovo anno scolastico, il Sindaco abbia trovato il coraggio
- a distanza di oltre un anno dalla manifestata consapevolezza dell'esistenza di un pericolo incombente in quel nodo viario,
- con una soluzione viabile ancora non definita e tempi di realizzazione non ipotizzati e neppure ipotizzabili,
- con il ricordo ancora vivo del funesto sinistro stradale recentemente verificatosi,
per dare al Consiglio comunale dei ragazzi , che a suo dire aveva chiesto la rotatoria, una giustificazione credibile o abb

Appena dopo il mortale incidente di via Gen. Chinotto di fine agosto, il Sindaco si premurò a segnalare pubblicamente che l'incarico per uno studio di fattibilità tecnica del nodo viario tra via Chinotto – via 2 giugno e via Bixio era stato già affidato, dando in tal modo l'impressione di volersi -quasi inconsciamente- liberare dallo spettro di un incubo per un coinvolgimento -pur indiretto- nella responsabilità di quel gravissimo incidente stradale, o di allontanarlo almeno in parte con il coinvolgimento anche del professionista incaricato.

Abituati -ormai da anni- a verificare le notizie che provengono dal Palazzo, abbiamo accertato che il 31 gennaio scorso con Determina Dirigenziale n° 27/2017 era stato affidato l'incarico in questione e che l'esigibilità della sua obbligazione giuridica era stata fissata a far tempo dal 31 dicembre prossimo.

Il lettore -come noi- starà pensando che 11 mesi per una progettazione di massima era un tempo fin troppo eccessivo e che conseguentemente per la realizzazione dell'opera il tempo restava indeterminabile.

Avendo l'Amministrazione -per altre attività- dato prova di dinamismo ed efficientismo è dunque logica conseguenza dedurne:
- che per la Stessa il nodo viario in questione non presentava il carattere dell'urgenza e dell'indifferibilità e
- che l'affidamento di quell'incarico mirava verosimilmente a non prestare il fianco ad alimentazioni di critiche non gradite.

Queste deduzioni traggono fondatezza nel rinvenuto verbale di deliberazione del Consiglio comunale, per il tramite del sito istituzionale, n° 14 del 19 aprile 2016.

Leggendone il testo è stato facile ricordare che su quel tratto di strada qualche tempo prima era avvenuto un 'altro grave incidente, in relazione al quale cittadini della zona avevano già chiesto la realizzazione di una rotatoria.

Va da sé che l'Amministrazione avrebbe dovuto già per questo solo fatto prestare particolare attenzione nel fissare i tempi di esigibilità della prestazione professionale richiesta.

Se poi, come emerge dall'allegato 2 della richiamata deliberazione, il Sindaco aveva mostrato di conoscere bene la zona: c'è una scuola. C'è la “Anna Frank”, c'è l'uscita dei ragazzi.....Perchè loro lì, tra l'altro, vanno a piedi, dalla “Anna Frank” vanno a piedi in palestra e quindi devono attraversare via Gen. Chinotto , via Nino Bixio, quell'ampio spazio temporale per l'esigibilità dello studio di fattibilità assume notevole rilevanza e rende a posteriori comprensibile la solerzia del Sindaco nel comunicare l'avvenuto affidamento dell'incarico professionale.

Ed evidenziamo pubblicamente che sarebbe bene conoscere se, in occasione dell'apertura del nuovo anno scolastico, il Sindaco abbia trovato il coraggio
- a distanza di oltre un anno dalla manifestata consapevolezza dell'esistenza di un pericolo incombente in quel nodo viario,
- con una soluzione viabile ancora non definita e tempi di realizzazione non ipotizzati e neppure ipotizzabili,
- con il ricordo ancora vivo del funesto sinistro stradale recentemente verificatosi,
per dare al Consiglio comunale dei ragazzi , che a suo dire aveva chiesto la rotatoria, una giustificazione credibile o abbia glissato del tutto l'argomento, ben sapendo che i ragazzi sono poco attenti, e fortunatamente ancora disinteressati, alle vicende politiche che appassionano gli adulti.

Pur pensando che la citazione del Consiglio Comunale dei ragazzi, fatta dal primo cittadino nel corso della seduta consiliare del 19 aprile dello scorso anno, sia stata casuale nelle tante parole dette per banalizzare -come d'abitudine-l'iniziativa consiliare degli avversari, ribadiamo (avendolo già fatto in altra occasione) pubblicamente:
- se il sale perde di sapore. che sale è ovvero
- se l'Amministratore comunale perde di credibilità, che Amministratore è.

Ma, considerato che il 45,91% degli elettori non è andato a votare nell'ultima consultazione amministrativa del 2015, spetta alla stessa collettività interrogarsi sul perché dei numerosi incidenti stradali mortali e non, avvenuti in città nel corso di questi due ultimi cicli amministrativi.

Diversamente dal caso biblioteca, sulla viabilità cittadina non c'è stata alcuna reazione emotiva per allontanare da sè il grave peso di una responsabilità morale per ignavia politica e/o amministrativa, a fronte di una fiducia tradita in relazione a promesse “a volte” molto enfatizzate (forse riuscite?) e altre “solamente” specchietti per allodole (appunto per giustificarsi).
ia glissato del tutto l'argomento, ben sapendo che i ragazzi sono poco attenti, e fortunatamente ancora disinteressati, alle vicende politiche che appassionano gli adulti.

Pur pensando che la citazione del Consiglio Comunale dei ragazzi, fatta dal primo cittadino nel corso della seduta consiliare del 19 aprile dello scorso anno, sia stata casuale nelle tante parole dette per banalizzare -come d'abitudine-l'iniziativa consiliare degli avversari, ribadiamo (avendolo già fatto in altra occasione) pubblicamente:
- se il sale perde di sapore. che sale è ovvero
- se l'Amministratore comunale perde di credibilità, che Amministratore è.

Ma, considerato che il 45,91% degli elettori non è andato a votare nell'ultima consultazione amministrativa del 2015, spetta alla stessa collettività interrogarsi sul perché dei numerosi incidenti stradali mortali e non, avvenuti in città nel corso di questi due ultimi cicli amministrativi.

Diversamente dal caso biblioteca, sulla viabilità cittadina non c'è stata alcuna reazione emotiva per allontanare da sè il grave peso di una responsabilità morale per ignavia politica e/o amministrativa, a fronte di una fiducia tradita in relazione a promesse “a volte” molto enfatizzate (forse riuscite?) e altre “solamente” specchietti per allodole (appunto per giustificarsi).

* già postato in aronanelweb

A parti invertite.



Ancor prima dell'esodo ferragostano:

> Apprezzamento andava espresso al ripensamento dell'Amministrazione di tenere la seduta consiliare del 31 luglio scorso nel Palazzo comunale, sede istituzionale per antonomasia per lo svolgimento di queste riunioni, anziché in piazza San Graziano (presumibilmente sotto l'Arco); poco conta se avvenuto non in modo spontaneo e con motivazione apparentemente elusiva.

L'art. 22 del regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale ammette che le sedute consiliari possano tenersi fuori dalla sede di via San Carlo ma nulla dice sulle sedute all'aperto; da subito avrebbe dovuto prevalere il principio generale che il legislatore (in questo caso il Consiglio) se l'avesse voluto, allorché lo modificò, l'avrebbe esplicitato (evidentemente l'assenza delle condizioni tecno-organizzativi era già manifesta ed evidente al legislatore di allora).

Visto che la presenza del pubblico si era assai ridotta nelle ultime sedute itineranti del Consiglio comunale quel ripensamento sarà stato certamente sofferto per chi sperava nel fascino attrattivo di quel prototipo architettonico per avere una vasta platea di ascoltatori.

Se poi, pur nella dialettica politica -post consiglio-, si alimentano con perfidi elogi spaccature in seno all'opposizione, peraltro già evidenti e ben note all'opinione pubblica, il livello qualitativo della politica locale si abbassa notevolmente ed inevitabilmente la frequentazione delle persone alle sedute consiliari tende sempre più a ridursi.

Al rientro in Arona, abbiamo appreso dell'annegamento avvenuto a ferragosto alla foce del torrente Vevera e della dialettica sviluppatasi sull'inosservanza dell'ordinanza sul divieto di balneazione, pubblicata in plurilingue; conveniamo che (gaffa a parte del V.S.) la responsabilità non è riconducibile direttamente all'Autorità Comunale; a questa da tempo contestiamo, restando in tema di sedute consiliari, la volontà di sovvertire riti istituzionali consolidati per frivole ragioni estranee all'ordinamento comunale, la cui semenza, se dovesse attecchire nel tessuto urbano, innescherà processi formativi poco virtuosi, che non lascerebbero ben sperare.

> La nostra attenzione era stata anche attratta dalla Determina Dirigenziale n° 299/2017 con la quale si impegnano poco più di 6 mila euro per “verificare e valutare la possibilità di modificare la viabilità interna al territorio comunale al fine di rendere più scorrevole il traffico veicolare soprattutto nelle ore di punta in uscita dal centro cittadino, realizzando un doppio senso in via Liberazione”.

Dopo le critiche piovute da più parti, abbandonando la ben nota protervia, l'Amministrazione si accingerebbe a “rimediare il rimediabile” nel campo della viabilità; cosa non di poco conto per chi tiene alla propria immagine.

Benché la prospettata soluzione viabile sia stata sollecitata anche da noi, la stessa non sanerà la grave disfunzione procurata alla circolazione cittadina con la soppressione del doppio senso di circolazione in corso Marconi poiché il sistema viabile già in precedenza dava segni di scarsa tenuta soprattutto nelle festività d'inizio primavera e nel periodo estivo.

Non necessita dunque avere le doti di Pico della Mirandola per comprendere che la soluzione del nuovo assetto viabile, sin da ora, si presenta come “misura tampone” e non sarà in grado di assopire totalmente il malumore diffuso.

Verosimilmente per distrarre l'attenzione dei cittadini dai problemi reali della viabilità, l'inquilino SO del Palazzo , dopo la pubblicazione della menzionata determina dirigenziale, non si è lasciata sfuggire -a fine luglio- l'occasione di annunciare grandi progetti di sviluppo per la Rocca, benché dell'omonimo sito sia “semplice comodatario”.

La famiglia Borromea, comodante del sito, non sarebbe stata sicuramente contraria alle innovazioni prospettate e ben volentieri, a suo tempo, formulerà calorosi ringraziamenti per l'arricchimento patrimoniale conseguito nel corso del comodato.


In questa fattuale inversione delle parti nel contratto di comodato della Rocca, la collettività colta di sorpresa si domanda se non fosse stato più utile -già da tempo- impegnare le risorse energetiche di cui l'Amministrazione dispone per migliorare il punto d'intersezione della rampa con il Sempione: vero collo di bottiglia nella viabilità cittadina.

Così come sarebbe stato atto “dovuto” ed anche molto apprezzato sfoderare queste energie in occasione della chiusura dell'ospedale, ma così purtroppo non è stato.

Confidiamo che soldi dei cittadini aronesi non vengano distratti per l'inseguimento del manifestato sogno inerente La Rocca, ad iniziare dal comunicato stampa su “La Rocca di Arona: presentato il progetto di valorizzazione delle mura” diramato il 27 luglio su carta intestata con il logo del Comune a firma di Alessia Bianchi Group.

Dalla Determinazione Dirigenziale n°264/2017, adottata su espresso indirizzo della Giunta, emerge purtroppo che il rapporto con lo sponsor, il cui nome viene riportato in calce a quel comunicato, si era già esaurito; se così non fosse, sarebbe assolutamente bene e necessario rendere trasparente, anche a posteriori, il motivo vero dell'indirizzo della Giunta fornito nella seduta del 20 giugno ca.

* già postato in aronanelweb