mercoledì 3 gennaio 2018

SEMPRE più LEGA-TI.



Sarebbe -quasi sicuramente- passata inosservata l'adesione alla Confederazione delle Provincie e dei Comuni del NORD con sede a Bergamo, decisa dal Consiglio Comunale nella seduta del 20 giugno us davanti a uno sparuto pubblico, nonostante l'oculata scelta della sede dell'AIB a Montrigiasco, se “la Stampa” non avesse messo in evidenza la posizione dei gruppi di minoranza, decisamente critica quella dei tre consiglieri riconducibili alla Lista Civica e quella più morbida dei due riconducibili a FI.

Questa adesione, che connatura ancor più politicamente l'Amministrazione, darebbe credito -a distanza di giorni- all'ipotesi (fantasiosa o realistica che sia) di quanti hanno intravisto una sottotraccia politica negli incontri della delegazione comunale con gli italiani residenti nella Grande Mela, stante la sua acclarata appartenenza alla LEGA NORD.

Dalla delibera consiliare n° 37 del 20 giugno scorso di approvazione dell'adesione alla menzionata Confederazione, in pubblicazione dal 5 luglio, apprendiamo che il Sindaco per evitare strumentalizzazioni politiche si è fatto carico personalmente (ovviamente sino a quando resta in carica) al pagamento della quota associativa annuale, che risulta quantificata in circa € 700,00 (€ 0,20 per abitante) e l'adesione è a tempo indeterminato salvo disdetta.

Poiché il Palazzo già in passato ha fatto riferimento alla “non onerosità per le finanze del Comune” (in modo assai provocatorio e paradossale in occasione dell'off shore) una simile scelta non ci avrebbe sorpreso; la sorpresa sta nell'averla letta su una delibera pubblicata e per la prima volta.


Per noi cittadini, che seguiamo le vicende del Palazzo, era diventato infatti comportamento conseguenziale: cercare di capire se tutto avvenisse alla luce del sole, come imporrebbe il principio della trasparenza.

A questa logica non si è sottratta la menzionata trasferta americana della delegazione comunale, che affrontiamo di seguito.

Con messaggio appostato sulla rete a fine maggio il Sindaco annunciò d'aver ricevuto dai dirigenti dell'Institute for digital Archaelogy (IDA) un invito a partecipare alla cerimonia del 1° giugno da loro organizzata al Consolato italiano a New York, precisando che “nessuna spesa del viaggio” sarebbe stata posta a carico della città senza indicare però chi se ne sarebbe fatto carico.

Se l'invito degli inglesi era apparso ineccepibile come scambio di cortesia per l'ospitalità ricevuta in occasione della presentazione dell'Arco di Palmira, la puntualizzazione sulla non onerosità del viaggio era sembrata elusiva, una mezza verità che non dava luce.

Poiché “l'invito” poteva di per sé non comprendere le spese di viaggio, esplicitarne il sostenitore sarebbe servito a rendere maggiormente manifesta la compatibilità tra viaggio e dichiarazione.

Per l'uomo pubblico la trasparenza del proprio operare si manifesta e coincide con la verità dei fatti nella loro totalità.

Ricordarlo sembra persino banale, ma l'accaduto dimostra che non lo sia; come non è banale evidenziare che nel sito istituzionale del Comune, abbiamo visionato diversi impegni di spesa riguardanti l'Arco di Palmira, fra cui € 39.113,20 per l'installazione di luci e musiche d'arte, € 10.000,00 per la vigilanza armata, non abbiamo trovato quello per il suo trasporto e montaggio/smontaggio; i cittadini pertanto ignorano chi abbia sostenuto questo costo e a quanto ammonti.

Fra le delibere pubblicate non c'è ne una sull'Arco di Palmira con la quale la Giunta, stante la rilevanza non solamente promozionale dell'evento, abbia fornito ai dirigenti indirizzi gestionali maggiormente mirati, rispetto alle descrizioni predefinite e rituali del P.E.G. (piano esecutivo gestionale), e finalizzati a far meglio seguire e capire ai cittadini il fare del Palazzo, mostrando in tal modo di avere particolare attenzione verso quest'ultimi.

Sicché i cittadini nulla sanno ancora oggi dei rapporti intercorsi con l'IDA e si sentono sudditi indegni per non essere messi a conoscenza dell'ammontare delle sponsorizzazioni, neppure leggendo che l'impegno di spesa, assunto con l'atto in visione, esula dalle limitazioni delle spese di rappresentanza perché sono state acquisite diverse sponsorizzazioni.

Il motivo della mancata adozione di una simile delibera d'indirizzo è riconducibile al fatto che i cittadini non costituiscono costantemente punto di riferimento per il Palazzo, lo diventano solamente quando i suoi inquilini promuovono la propria immagine o rimuovono il sottilissimo velo che l'offusca, come dimostra il comunicato stampa diffuso dal Comune sulla “lectio magistralis” di Vittorio Sgarbi.

Ce n'è quanto basta perché anche i simpatizzanti più accaniti riflettano su questo modo di fare.

* già postato in aronanelweb

martedì 2 gennaio 2018

Responsabilità morale.



La notizia dell'incidente in via Gramsci prima e ora del decesso della persona investita ci ha procurato e procura un profondo dolore per entrambi i soggetti coinvolti, le cui responsabilità sono al vaglio degli inquirenti, ma anche tanta rabbia perché da semplici cittadini di buon senso ci eravamo spesi a dissuadere il Comune dal posizionare il cordolo a centro della carreggiata di Corso liberazione con una lettera aperta al Sindaco, appostata in questo sito in data... ,.

A Lui avevamo attribuito quantomeno sotto il profilo morale la responsabilità di ogni danno che fosse accaduto a persona e/o cosa in conseguenza del posizionamento -irragionevole, non utile e di pregiudizio all'incolumità delle persone, di quel cordolo in prossimità dell'innesto di via Gramsci.

Solo chi è abituato a non farsi carico dei problemi degli “altri” poteva non accorgersi che l'intervento in quel punto avrebbe dovuto mirare solamente a scoraggiare la svolta a sinistra (infrazione sanzionata dal codice della strada) e non a posizionare altri manufatti che a loro volta sono di pregiudizio per l'incolumità altrui (se in quella circostanza ci riferivamo in particolare modo ai ciclisti, prendiamo purtroppo atto che avremmo dovuto includere anche i pedoni per la confusione che in loro avrebbero potuto creare).

E poiché non siamo abituati a fare “gli struzzi” avvertiamo la necessità di puntare il dito sulla viabilità, la cui ristrutturazione enfaticamente denominata “sicuri per Arona” viene, da due anni , continuamente funestata dal decesso di vite umane, e per di più in ore diurne.

Sarebbe ora, anzi è già troppo tardi, che gli inquilini del Palazzo si ponessero delle domande e cominciassero a confrontarsi democraticamente per non portare anche loro il peso della responsabilità di non aver fatto nulla per evitare o scongiurare altri possibili incidenti.

Aldilà delle visioni strategiche sullo sviluppo sociale in generale, sulle quali la popolazione non sembra abbia titolo ad esprimersi e per le quali non vengono forniti gli strumenti, pur rudimentali, ma necessari per verificare la loro efficacia, le domande su cui confrontarsi, terra terra, non possono che essere:

- viale Marconi (arbitrariamente modificato con non poca spesa), pur totalmente pedonalizzato, non sarebbe stato più bello e sicuro se fosse rimasto largo come all'inizio del 2015 ?

- in viale Baracca, che da troppo tempo è ormai un cantiere a cielo aperto e ove è stata messa a dura prova la pazienza degli abitanti,
a) in cosa consistono le migliorie della viabilità se le moto transitano ora sul marciapiede?
b) il posizionamento di tutti quei fittoni era proprio utile?

- perché non estendere il doppio senso di circolazione anche al primo tratto di corso Liberazione?, la cui mancanza obbliga gli automobilisti a circumnavigare la città per andare dal centro in via Milano.

-La segnaletica stradale è carente in molti punti della città: a quando un adeguamento (ragionevole)?

* già postato in aronanelweb

L'Aquilone.




“C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi di antico;”

Questo verso del Pascoli parrebbe incipit appropriato per avviare e sviluppare una riflessione sulla “convenzione” che, quella con la Pro Loco in particolare, costituisce in ambito comunale sicuramente “qualcosa di nuovo oggi”, anzi “di antico” considerato che -come istituto giuridico e strumento di lavoro- già in precedenza era stato utilizzato dalla stessa Amministrazione comunale.

Oggetto della riflessione non è il suo contenuto, che pure si presterebbe ad essere criticamente commentato a partire dall'art. 2 disciplinante -in modo assai generico- il tacito rinnovo; come non lo sarebbe neppure il contenuto dell'altra convenzione con l'AIB, dalla quale emerge “come controparte” il profilo di un'Azienda fornitrice di prestazione di servizi piuttosto che di Associazione di volontariato.

E non essendo “fatto assolutamente casuale” che entrambe le convenzioni siano state approvate dalla G C nella seduta del 9 maggio, numerate rispettivamente con il n° 52 quest'ultima e con il n° 55 quella della Pro loco, la riflessione verte a rendere manifesto il movente recondito delle due scelte al fine di evitare che dalla condivisibile narrativa di entrambe le delibere il lettore sia indotto a chiedersi perché mai abbiano atteso -irragionevolmente- così tanto tempo per adottarle.

Dopo le critiche mosse per anni alla determinazione ed attribuzione di contributi da parte della Giunta mediante semplici atti d'indirizzo interni (privi di motivazione e non pubblicati all'albo), sarebbe stato persino gratificante poter considerare oggi le convenzioni “punto d'arrivo” di un processo di maturazione istituzionale.

Se così fosse stato il 9 maggio sarebbe stata adottata, come peraltro emerge da un parere della Sezione Lombarda della Corte dei Conti, anche una terza convenzione, quella con l'altra Associazione di volontariato “La Rocca nel cuore”, utile a rendere pubblicamente manifesto “chi fa che cosa” nell'omonimo sito, ove sembrerebbe che diverse prestazioni si sovrappongono fra i diversi soggetti operanti.

Chissà che venga fatto questo regalo alla collettività dopo gli “incontri della speranza” avuti nella Grande Mela dalla nostra delegazione comunale?

Per cui le due convenzioni approvate rispondono unicamente alla necessità di non incorrere possibilmente in responsabilità contabili, perché diversamente l'elargizione di quelle somme (100 mila euro per la Pro Loco e 40 -20+20- mila per l'AIB) comporterebbe pesanti rischi finanziari.

Se le convenzioni rappresentano comunque “qualcosa di nuovo “, dalla delibera n° 57 del 16 maggio scorso, avente per oggetto “Determinazione tariffe vendita gadget saponette I Love Arona. Anno 2017” emerge per contro “un modo di fare” assomigliante -in senso figurativo- al volteggiare dell'aquilone sospinto dal vento che non si sa da dove venga e dove vada.

Visto che il prezzo e le altre condizioni erano già stati fissati dalla direttiva richiamata, pur se non pubblicata all'albo pretorio, non si comprende bene se questa delibera sia finalizzata:
- a pubblicizzare ulteriormente i gadgets saponette e/o più semplicemente
- per far conoscere al pubblico che ad Arona come a Roma -nell'assumere le decisioni- si presta attenzione al grado di parentela.

C'è da sperare:
- che la spesa dell'acquistato registratore di cassa, diversamente da quanto avvenuto per l'acquisto della macchina traccialinee stradali -inutilizzata-, venga almeno ammortizzata.

Cosi come infine c'è d'augurarsi
- che gli atti del Comune conseguenti alla -ormai prossima- cessazione di Equitalia vengano assunti con criteri trasparenti e la scelta definitiva “del nuovo soggetto” riscuotitore di tasse e multe sia sottratta all'incontrollabile soffiare del vento.

*già postato in aronanelweb

domenica 11 giugno 2017

Prima che cali il sipario.



Diamo voce a quanti con semplici battute divertenti o con freddure sarcastiche hanno offerto lo spunto per argomentare sulle “incursioni” dello Special One del Palazzo di città, fatte in campo scolastico, nel corso di questa primavera.

Coinvolgere gli studenti in problematiche sociali come la differenziazione dei rifiuti o lo svolgimento di una seduta consiliare parrebbe azione giusta.

Fermarsi al solo annuncio senza cercare di approfondire lo svolgimento e il contenuto delle singole azioni sarebbe però ben poca cosa, anzi asseconderebbe solamente l'intento autoreferenziale e vanitoso, che verosimilmente ha animato le due iniziative.

Disse Orazio:est modus in rebus....vi è una misura nelle cose, vi sono determinati confini al di là e al di qua dei quali non può esservi il giusto”.

A beneficio di chi legge, per ciascuna iniziativa, traduciamo in considerazioni quanto udito che aiutano il lettore, se ne avesse voglia, di addivenire a un suo personale giudizio sulle due inedite iniziative.

- Differenziazione dei rifiuti.
Poiché il sacchetto conforme introdotto nel sistema di raccolta dei rifiuti riguarda la frazione residuale della differenziazione, destinatari dell'innovazione sono stati le famiglie e gli esercenti di attività commerciali, assai marginalmente le scuole, e ancor meno i singoli studenti.

Bene comunque coinvolgere gli studenti, e verrebbe da dire “meglio tardi che mai”, quantomeno sotto il profilo conoscitivo di un importante problema ambientale, che affligge da tempo la società.

A loro però la differenziazione andava narrata in modo assolutamente diverso rispetto alla “massaia” di casa, perché il loro approccio al problema è tipologicamente diverso e riconducibile ai pochi involucri di carta, vetro ed alluminio; conseguentemente la narrazione della differenziazione avrebbe dovuto interessare tematiche riguardanti essenzialmente l'intero processo del riciclaggio.

Per carta, plastica e lattine in particolare la loro sensibilità a differenziare sarebbe dovuta essere stimolata attraverso l'illustrazione di aspetti tecnici ed economici, riferiti alla filiera del riciclaggio; quanto mai opportuno sarebbe stato quindi il coinvolgimento degli esperti del Consorzio, a cui aderisce il Comune, se proprio non si voleva far ricorso a quelli del Consorzio per il recupero della plastica (COREPLA) notoriamente disponibili a dialogare con le scuole.

Dalla stampa abbiamo desunto invece che l'incontro con gli studenti sia stato svolto su un binario diverso; evidentemente l'arricchimento culturale esulava dall'obiettivo del Palazzo.

- Seduta del Consiglio Comunale dell'otto maggio.
Per CHI ha responsabilità pubbliche una delle priorità, fra le tante cose da fare, dovrebbe essere: cercare di avvicinare soprattutto i giovani alla Politica in generale e all’Amministrazione della propria comunità.

Fare assistere pertanto gli studenti al rito celebrativo del consiglio comunale ha costituito per loro esperienza sicuramente positiva, essendo prossimi elettori ed anche potenziali candidati a ricoprire il ruolo di consigliere.

E poiché -rispetto al ruolo maggiormente partecipativo goduto dagli studenti durante la “pseudo lezione”  sulla differenziazione dei rifiuti- in un contesto, come quello del consiglio comunale, in cui tutti sono semplici uditori, il loro coinvolgimento avrebbe richiesto un'attività formativa propedeutica, che non risulta ci sia stata e che di conseguenza non potrebbe considerarsi esaurito nella recente seduta.

Per cui,
-o si è dato il via ad una seria iniziativa nei confronti degli studenti, introducendoli all’attività amministrativa e politica con una serie di attività che ne illustrino le varie fasi, nei tempi e modi relativi,
-oppure si è indotti a pensare che l'estemporanea seduta del Consiglio Comunale, celebrata all’esterno della sede istituzionale, rientri -come peraltro avvenuto in altre circostanze- in un ottica di garantirsi una differenziata presenza di pubblico, che altrimenti non ci sarebbe.

L'auspicio è quindi che da settembre, in accordo con il corpo docente, il Palazzo avvii una serie di iniziative volte a far avvicinare maggiormente i più giovani alle Istituzioni e ai suoi Organi di governo, onde un domani, da parte dell'elettorato attivo e passivo, ci siano più scelte consapevoli e meno proclami populisti, molto spesso fatti dall'attuale maggioranza comunale.

*già appostato in aronanelweb



Finché la barca va...



“lasciala andare,... tu non remare, ... stai a guardare” è l'orecchiabile ritornello di una rilassante canzone degli anni 60 del secolo scorso che inneggia alla quotidianità della vita condendola di popolare sagacia.

Avremmo ben volentieri ri-canterellato quel ritornello, rimanendo a guardare la barca dell'Amministrazione e lasciarla andare senza remarle contro, se:

► l'annoverare da parte dell'Amministrazione fra gli sponsors dell'Arco di Palmira, senza indicare la natura e l'entità della sponsorizzazione, di un'azienda, che intrattiene rapporti negoziali con la Polizia Locale, o addirittura un'associazione culturale, destinataria di contribuzioni comunali annuali, non confliggesse con il principio della trasparenza amministrativa .

La farlocca dichiarazione della spesa “a costo zero” per il Comune in occasione della manifestazione dell'Offshore è *già appostato in aronanelwebun'esperienza difficilmente dimenticabile per non tornare a vigilare e scongiurare un connubio innaturale tra trasparenza amministrativa e alchimia contabile.

La trasparenza richiede (sempre, ma in modo particolare nell'evidenziate situazioni) l'enunciazione del valore d'apporto (finanziario o di prestazione di servizi) della sponsorizzazione sin dalla manifestazione di volontà da parte dei soggetti sponsorizzanti, e ad oggi non pubblicizzato.


► la convocazione del Consiglio Comunale alle ore 10,00 di lunedì 8 maggio nell'aula magna del Liceo “E. Fermi” non avesse evidenziato che “la trovata del Sindaco” per quanto estrosa -come dallo stesso narrata- sotto il profilo propagandistico sarebbe stata pienamente legittima, se -a inizio di mandato- fosse stato applicato l'art. 18 dello statuto comunale.

Infatti, prima dello scadere del precedente mandato amministrativo fu inserita nell'ordinamento statutario la facoltà che il Sindaco, neo-eletto, potesse assumere la funzione di Presidente del Consiglio, non costituendo, ormai da tempo, novità il suo fare di “uomo solo al comando” e procurando nel contempo un'economia per le casse del Comune.

Alla luce di quanto emerso in questo scorcio di mandato, e in modo eclatante in quest'ultima circostanza, viene nuovamente da chiedersi perché mai il Sindaco non abbia fatto ricorso a questa clausola -da lui stesso approvata-, evitando in tal modo di sminuire malamente l'autonomia decisionale che, nella materia, il regolamento interno di funzionamento del Consiglio Comunale riserva in via generale ad altre figure istituzionali.

Tanto per intenderci l'art. 9 demanda la definizione del programma delle attività del Consiglio alla Conferenza dei Capigruppo, presieduta e convocata dal Presidente del Consiglio.

Tralasciamo di approfondire il tema per non essere irrispettosi verso chi -nei fatti- si è prestata a far ratificare formalmente la decisione “partorita” in un contesto ambientale e istituzionale diverso da quello sopra rappresentato, confidando comunque in un sussulto interiore per mostrare la propria sensibilità alla valenza giuridica ed etica, come da consolidata tradizione, dell'Ordinamento Comunale.

A tal fine, vale proprio la pena di ricordare che in passato era prassi assai diffusa, conservata ancora oggi in diversi Comuni, di affidare la presidenza del Consiglio alla minoranza consiliare.

Invero, unici destinatari del testimoniato rispetto e della manifestata conservazione della autonomia decisionale attribuita dall'Ordinamento Comunale sono i contribuenti aronesi di ogni colore politico dal momento che l'indennità, anche se modesta, percepita mensilmente è finanziata con l'addizionale irpef prelevata loro d'imperio.

*già appostato in aronanelweb

Per analogia.



La lettura della determina dirigenziale n° 74 del 7 marzo scorso prima e della delibera CC n° 4 del 28 marzo, appena dopo, consegna a chi legge l'immagine di un'Amministrazione, che si premura da un lato di istruire l'istanza di partecipazione a un bando regionale per l'ottenimento di un contributo finanziario e dall'altro dà immediata attuazione all'autorizzata applicazione in bilancio da parte del Ministero dell'Economia e Finanze dell'avanzo d'amministrazione per 1 milione e 53 mila.

L'approfondimento del contenuto della determina 74 ha messo in luce, attraverso l'esercizio del diritto d'accesso, che con la partecipazione al bando regionale l'Amministrazione tende ad assicurarsi un contributo per la bonifica delle coperture in eternit di alcuni edifici di proprietà comunale del centro storico.

La Regione Piemonte, in verità, da tempo stanzia nel proprio bilancio risorse finalizzate ad incentivare detta attività da parte dei Comuni; non prevede però contributi per la bonifica di edifici di proprietà privata.

Di per sé l'amianto non è pericoloso, lo diventa solo se, a causa delle scarse condizioni di conservazione, libera nell'ambiente le fibre che si sprigionano; è assolutamente prudente provvedere quindi alla sua rimozione per eliminare ogni pregiudizio alla salute di tutti, nessuno escluso.

Poiché la questione è seria e non va sottovalutata sono i Comuni a farsi direttamente carico del problema, erogando contributi in autonomia.

Abbiamo rilevato attraverso la rete internet che hanno da tempo regolamentato la concessione di appositi contributi: Bra e Chivasso in Piemonte, Pregnana in Lombardia, Legnago nel Veneto, Castelnuovo Magra in Liguria, Quattro Castella e Soliera in Emilia-Romagna, San Giovanni Teatino in Abruzzo, Arnesano in Puglia; d'altra parte -per analogia- Arona ha deliberato di concedere agevolazioni tributarie per le imprese operanti sul territorio e di nuova costituzione.

Se ai 9 soggetti (tra liberi professioni, artigiani e pubblici esercenti) che beneficiano quest'anno delle agevolazioni fiscali si fossero aggiunti anche altri soggetti, beneficiari di un contributo “una tantum” per la bonifica dell'amianto, saremmo stati veramente grati all'Amministrazione per l'elevato grado di autarchia conseguito.

Non è però così!, e forse neppure legato a ragioni finanziarie.

Per appurare la fondatezza di questa supposizione ci saremmo spinti anche ad analizzare in dettaglio la sopra citata delibera consiliare con la quale viene variato in aumento di € 1.365.732,70 il saldo in pareggio della competenza dell'entrate e delle uscite di bilancio 2017.

Non ci è stato possibile farlo perché, non risultando accessibile del nuovo sito comunale la pagina relativa ai bilanci, non abbiamo potuto raffrontare il prospetto delle spese d'investimento , allegato all'approvato bilancio, con quello allegato alla variazione dello stesso bilancio.

Molto verosimilmente benché incompleto si saranno premurati a fare installare ugualmente il nuovo sito in vista della recente seduta del Consiglio Comunale, nel cui ordine del giorno compariva la trattazione di un'interrogazione del Gruppo consiliare “costruiamo il futuro” riguardante il sito.

Pur tuttavia dalla narrativa della delibera n° 4 abbiamo appreso che sono stati finanziati: la passeggiata di Lungo lago Marconi per € 217 mila, il rifacimento di tappetini stradali per € 190 mila, la manutenzione della scuola materna Battisti per € 86 mila, la manutenzione della scuola materna di via Piave per € 52 mila, la realizzazione di rotatoria stradale nel nodo di via Chinotto-via 2 Giugno e via Bixio per € 68,9 mila, la manutenzione di parcheggio A. Moro per € 94 mila e il riscatto degli impianti d'illuminazione pubblica per € 70 mila.

E attraverso la consultazione dell'allegato A della delibera GC n° 34 del 28 marzo di approvazione del PEG siamo riusciti ad integrare l'elenco con: la manutenzione del lavatoio di Mercurago per € 83,6 mila, una tribuna per manifestazioni straordinarie nel campo sportivo per € 40 mila, opere turistiche “non definite” in aree paesaggistiche per € 35 mila.

L'ammontare di tutte queste opere menzionate è di € 936,500 e la differenza di € 429.232,7 è da ripartire fra in interventi della spesa corrente e di spese d'investimento e/o manutenzione straordinaria d'importo non superiore a € 20 mila, fatta eccezione per la manutenzione straordinaria di strade, il cui unico stanziamento raggruppa più interventi.

Lasciamo alla discrezionalità di chi legge l'individuazione e/o la valutazione dell'esistenza o meno di uno spazio finanziario in alternativa a talune oper per incentivare la bonifica di coperture in eternit ad opera di pochi, ma a vantaggio di tutti.

Noi -che lo davamo per scontato perché la tutela della salute ha priorità assoluta rispetto a talune scelte prettamente discrezionali e non urgenti e necessarie- aggiungiamo anche che la soluzione -per chi deve bonificare- può passare attraverso la configurazione di un intervento mirato ad ottenere un vantaggio ambientale, che è un tipo di ristrutturazione, per la quale da parte dello Stato ci sono incentivazioni in corso.

*già appostato in aronanelweb

martedì 18 aprile 2017

Un bel (pesante) fardello.



Dalla lettura della determinazione dirigenziale n° 61/29017 del 23 febbraio scorso e della n° 422/2016 del 7 novembre 2016, richiamata nella n° 61, ci è sembrato, per un attimo, che l'esecuzione di sondaggi archeologici sul lungo lago di Corso Marconi fosse finalizzata a riqualificare la passeggiata come “museo archeologico a cielo aperto della città di Paestum o Pompei”.

Non siamo, e difficilmente si può restare, insensibili alle testimonianze del passato, che consentono di conoscere e studiare l'evoluzione della nostra civiltà e città; proprio per questa ragione ci siamo spinti -mediante la consultazione a ritroso degli atti- a capire ed approfondire di più sulla valorizzazione del tratto di cinta muraria Borromea rispetto a quanto c'è stato finora riferito.

Abbiamo in tal modo rinvenuto nella relazione, menzionata di seguito, questo stralcio della pianta della città che risale all'anno 1644.




Quelle torrette che spezzano la linearità sulla cinta muraria caratterizzano invero il perimetro lacuale del territorio e costituiscono elementi gradevoli ed attrattivi.

E' di tutta evidenza che nel corso dei 373 anni  seguenti quel perimetro abbia subito delle modificazioni e che la superficie urbana sia stata ampliata verso lago.

Come pure è evidente che le mutate esigenze della popolazione, legate anche a nuovi mezzi di trasporto e collegamento, abbiano reso  necessario l'adeguamento della carreggiata stradale, al punto che nel tratto di congiunzione, pur ristretto, di Corso Marconi con piazza Del Popolo si erano comunque realizzate due corsie veicolari.

Riteniamo quindi che aver rifatto il tratto terminale del lungolago come oggi lo vediamo, sia stato un errore; l’utilizzo di materiali diversi sapientemente utilizzati, avrebbe ben conciliato la visualizzazione dell’antico tracciato storico, con le nuove esigenze, soprattutto viabilistiche e di sicurezza, che nel tempo si sono affermate.

Come più volte espresso, noi riteniamo che il recupero di quel tratto di cinta, sotto il profilo della viabilità, sia un pesante fardello per tutti gli aronesi: di oggi e di domani.

Se, dopo i lavori di rifacimento dei sotto servizi (fognatura, acquedotto ecc.) eseguiti nei primi cinque mesi dello scorso anno, nel tratto tra Corso Cavour e corso Marconi, la larghezza della carreggiata stradale di corso Marconi è tornata ad essere quella dell'anno 1644, sono risultati  vani  -tutto ad un tratto- gli sforzi fatti dai nostri padri, nell'arco dei 373 anni precedenti, per rendere possibile mano a mano la circolazione viaria adeguata alle esigenze contingenti.

E più grave ancora è che in questo “tornare indietro nel tempo” nessun ruolo decisionale sia stato riservato alla popolazione, che nei fatti è la VERA vittima sacrificale.

Come grave è che il committente del presunto recupero e valorizzazione di quella porzione di cinta muraria borromea sia stato, come si evince dal prospetto della relazione tecnica inoltrata alle due Soprintendenze di competenza, ACQUA Novara – VCO spa con sede in Novara.


Recupero che è stato migliorato, rispetto l’originale proposta progettuale di Acqua Novara-VCO, dalle indicazioni formulate nei pareri della Soprintendenza ai Beni culturali (Prot. N° 9152 del 29.04.2016) e della Soprintendenza ai beni Archeologici (Prot. N° 3426 del 28.04.2016).

Se questa relazione – già nella prima riga- motiva l'intento di valorizzare la cinta muraria per incrementare il richiamo turistico, c'è da pensare che l'Amministrazione comunale, nonostante gli annunci auto celebrativi fatti, abbia preferito nascondersi dietro Acqua Novara-VCO spa, temendo forse il flop di questa scelta; e  per gli storici sarà un bel “rompi capo” comprendere il perché Acqua Novara-VCO spa, che per scopo societario ha solamente la gestione delle reti idrica e fognaria, coltivi anche un interesse  in campo turistico.

E sullo sviluppo della città alcuni indici, invero, prospettano al momento un quadro non proprio rassicurante:
A. i pernottamenti di turisti in città nell'anno 2016 hanno fatto registrare una media giornaliera di 14  
     persone,
B. il saldo demografico è ormai negativo da diversi anni e la città vede diminuire continuamente la sua  
     popolazione,
C. i nuclei famigliari, benché vi sia una diffusa tendenza alla monogamia famigliare, nel 2016 sono 
    diminuiti di 40 unità  rispetto a quelli dell'anno 2011; in base ai  dati rilevati all'anagrafe comunale sono 6827 nel 2016 e 6867 nel 2011.

Stante l’attuale irreversibilità della scelta operata, urge ridare fluidità alla circolazione stradale cittadina, superando subito il divieto di svolta a sinistra dalla rampa mediante la costruzione di una rotonda sopra il parcheggio di Largo Quaranta  e procedere dopo all'inversione dell'attuale senso di marcia.

A tal fine ci auguriamo e speriamo che questa possibilità costituisca l'asso nella manica dell'Amministrazione in vista del recupero edilizio di Villa Cantoni, annunciato per l'anno in corso.

Il pesante danno arrecato alla città sia, almeno dove possibile e per il bene di Arona, immediatamente mitigato.

*già postato su aronanelweb